L'attività medica dei Cistercensi
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Sull'attività medica dei Cistercensi riportiamo quanto ha scritto il dr H. Caprez: "Nel XII sec l'opposizione contro l'attività extraconventuale dei medici-monaci va accentuandosi sempre più e viene sancita a più riprese dalle massime autorità ecclesiastiche. Così papa Innocenzo II (1130-1143), in tre concili, fece vietare ai monaci l'esercizio della medicina intesa come fonte di profitti materiali. Questo divieto si ricollega alla tendenza,
Orto dei Semplici
Un medico istruisce monaci e monache nell'orto dei semplici di un monastero
allora nettamente manifestata dal papato, verso la rivalutazione dei lati ascetici del Monachismo". Di qui derivò l'osservanza strettamente letterale della Regola Benedettina propugnata dai Cistercensi: di qui derivarono compiti e nuovi indirizzi all'assistenza dei malati svolta nei conventi. Basti ricordare che allora i monaci furono tenuti a salutare con la genuflessione anche gli stranieri più poveri ed a lavare loro i piedi. Le infermerie monastiche raggiunsero talvolta ragguardevoli dimensioni. Gli statuti dei monasteri cistercensi ricordano spesso l'infermeria riservata ai poveri, infirmarium pauperum; inoltre i conventi erano spesso forniti di appositi edifici per l'isolamento e la cura dei lebbrosi e degli appestati. I medici-monaci potevano uscire dal convento soltanto per curare gli ammalati che si trovavano nelle immediate vicinanze, ed era loro vietato il pernottamento fuori sede.

Il medico cistercense Giovanni da Toledo (m.1275), lodato dai cronisti anche come astrologo e negromante, salì molto in alto nella gerarchia ecclesiastica. Originario probabilmente dall'Inghilterra ed allievo delle scuole mediche spagnole, Giovanni fu nominato archiatra di papa Innocenzo IV (1243-1254) e per trentuno anni appartenne al collegio cardinalizio. Della sua attività letteraria ci è giunto, oltre al frammento di un poema profetico (1256) e a numerose ricette, il Liber de conservanda sanitate, un trattato igienico che ebbe grande successo e diffusione. Dagli Statuti dei Capitoli Generali si rileva che anche i vescovi facevano ricorso ai monaci Cistercensi per avere nei loro ospedali diocesani degli esperti nell'arte sanitaria. Così avvenne nell'anno 1273 quando il Vescovo Patracensis otteneva dal Capitolo Generale di Citeaux due monaci e due conversi per la direzione di un nuovo ospedale fondato dallo stesso Vescovo.
Abbazia di San Galgano
Abbazia di San Galgano - (Chiusdino) Siena
Nell'abbazia di S. Galgano (Siena), fondata da Casamari, nell'arco di poco più di 30 anni e cioè dal 1255 al 1288, notiamo la presenza di ben cinque monaci qualificati con il titolo di medicus : Fr. Giacomo medicus fisicalis, fr. Ugolino medicus chirurgicus (1255), fr. Giovanni medicus (1278), fr. Alberto medicus (1288), e il Beato Raniero, abate, "fisico e medico". Da ricordare ancora il monaco cistercense Silvio Boccone, fisico e botanico. Nacque a Palermo nel 1633, morì nel monastero di s. Maria di Altofonte (Parco) nel 1704, studioso di storia naturale, acquistò ben presto fama nazionale, visitò la Sicilia, Malta, l'Italia, l'Inghilterra, il Belgio, l'Olanda, la Francia, la Germania e la Polonia, acquisendo numerose cognizioni, e lasciandovi traccia della sua dottrina. Fu naturalista di Cosimo I di Toscana, e annoverato fra gli Accademici dei Curiosi della Germania, che ebbero a chiamarlo il "Plinio del nostro secolo". Linneo gli dedicò un genere di pianta: la Bocconia, della famiglia delle Papaveracee. Al Boccone si deve la prima classificazione di un gran numero di piante, per cui è considerato il fondatore della flora europea.

Spesso gli ospedali annessi alle abbazie Cistercensi venivano fondati e dotati allo scopo di nutrire i poveri, come si praticava nel monastero di Valle S. Egidio di Buch. Lo storico della medicina A. Pazzini, a proposito della ubicazione dei monasteri cistercensi, afferma:" Furono specialmente i Cistercensi a porre la sede dei loro monasteri ed abbazie nei luoghi paludosi; infestati dalla malaria, e S. Bernardo, il perfezionatore della nuova Regola di questo ramo benedettino, esigeva dai suoi monaci la permanenza in essi, non ammettendo recriminazioni o lamentele per la grave insalubrità; così grave da causare la morte di buona parte di quella comunità.
Abbazia di Fossanova - Chiostro
Abbazia di Fossanova, Chiostro - (Priverno) Latina
Grande importanza, anche politica, acquistarono quei centri monastici in luoghi malarici, non esclusa l'opera di risanamento prestata dai monaci: ne è esempio, vicino a Roma, l'Abbazia di Fossanova, fatta segno di speciale benevolenza da parte dei numerosi Pontefici, e massimamente di Innocenzo III". L'amministrazione degli ospedali cistercensi era tenuta dai monaci e solo in via eccezionale si affidava ad altre persone. L'attività medica dei monaci cistercensi va inquadrata pertanto in questa secolare tradizione, attività che, ovviamente, si è ispirata non soltanto alla Regola di S. Benedetto, ma ha rispettato quanto mano a mano nei secoli veniva deciso dai Concili, dai Papi e dalle autorità laiche.