Cenni cronologici della medicina monastica
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Anno 300 ca. d.C.: Nascita del monachismo cristiano in Egitto ed in Siria. S. Pacomio (285 ca.-346) fonda il primo cenobio (320 ca. ) a Tabennisi nell'alto Egitto. Alla sua regola si sono ispirate tutte le successive regole monastiche.

Erborita al MortaioDopo il 534: S. Benedetto da Norcia (480ca.- 547) detta ai monaci di Montecassino, da lui fondato nel 529, la Regola Benedettina, che, a partire dall'VIII secolo, divenne la più importante regola monastica dell'Occidente. La Regula Monachorum di S. Benedetto era divenuta il codice prevalente e quasi unico, generalmente conosciuto, della vita monastica. Il monachismo di S. Benedetto, sebbene avesse per scopo precipuo l'orazione ed il perenne tributo di lode a Dio, sebbene richiedesse dai suoi figli la vigilanza e l'astinenza, per meglio glorificare il Signore, pure riuscì anche a quello, non espressamente dichiarato nella Regola, di promuovere gli studi e, tra di essi, gli studi medici, fino a dar vita a quella forma di scuola importantissima nella nostra storia, che prende il nome di " medicina monastica". I monasteri benedettini in occidente divennero veri centri di studio della medicina, nel silenzio e nel raccoglimento i monaci benedettini iniziarono lo studio della medicina dell'antichità, che conobbero attraverso i codici che venivano pazientemente copiati dai monaci amanuensi. Fu questo il primo segno della rinascita della medicina medioevale, che si distinse subito e nettamente dalla medicina esercitata contemporaneamente dai laici, rimasti in pochi ed oscuri, perché seguaci di un primitivo empirismo e di una fanatica superstizione, direttamente proporzionale alla loro ignoranza, spesso impregnata di magia vera e propria. Altri monasteri benedettini dove si studiò, si insegnò o si praticò la medicina furono i monasteri di Chartres, di Cluny, di Strasburgo, di San Gallo, di Aberdeen, di Reichenau. In Italia sono da ricordare: la chiesa e monastero dei SS. Cosma e Damiano, con un Hospitale, detto anche transtiberim, per la sua posizione al di là del Tevere, dove dimorò S. Francesco d'Assisi, il tutto retto dai Benedettini fino al 1234. Il monastero fu donato poi ai Francescani, che lo trasformarono nell'attuale chiesa di S, Francesco a Ripa in Roma; l'Abbazia di Farfa (Rieti) dove esistette un centro medico; l'abbazia di Fossanova dove i Benedettini prima ed i Cistercensi dopo curarono i malarici delle vicine paludi.

VI-IX sec: I monasteri, disseminati lungo le grandi vie di pellegrinaggio verso la Terra Santa, si dedicavano intensamente all'assistenza dei pellegrini ammalati, ospitandoli anche per lunghi periodi nelle apposite infermerie, xenodochi, annesse ai monasteri.

Durante l'invasione dei Longobardi lo studio della medicina subì un arresto. L'attività medica dei monasteri si esplicò più che altro nell'erezione e nell'amministrazione degli ospedali.

Si ha un incremento ed una diffusione delle conoscenze mediche ad opera dei medici-monaci vaganti.

Anno 1098: Fondazione dell'Ordine Cistercense, che è uno dei tanti rami del tronco benedettino, per opera di S. Roberto, abate a Citeaux. Ma l'Ordine subì un grande impulso con l'ingresso di S. Bernardo, che era stato già benedettino, soprattutto nel 1112. Dall'Ordine Cistercense deriveranno grandi contributi sia nel campo spirituale, che in quello culturale, specialmente nell'architettura, che affonda le sue radici nella tradizione romanica dei monaci benedettini di Cluny, ma se ne differenzia profondamente per l'adozione assai precoce di alcune forme gotiche, come l'arco e crociera ogivali, ma soprattutto per la semplicità e l'austerità e per la realizzazione razionale ed economica ad un tempo. Nel periodo del suo massimo splendore l'Ordine contava 750 monasteri sparsi in tutta Europa, oggi ne conta 63 con circa 2000 monaci.





'San Bernardo in cattedra' miniatura dal Graduale D, conservato nella biblioteca dell'abbazia di Santa Croce in Gerusalemme, Roma. (Foto Luigi Pellegrini, M.S.G.C.)
SAN BERNARDO IN CATTEDRA
miniatura dal Graduale D, conservato nella biblioteca dell'abbazia di Santa Croce in Gerusalemme, Roma. (Foto Luigi Pellegrini, M.S.G.C.)

Come per l'Ordine Benedettino, anche per quello Cistercense la cultura monastica si sviluppò in un ambiente tutt'altro che chiuso su se stesso, tutt'altro che ostilmente rivolto al rifiuto del mondo. Le chiese abbaziali cistercensi non sono soltanto centri di canti gregoriani dei monaci, che si innalzano al cielo, ma anche centri di studio e di produzione di opere grandiose, come quello dei disboscatori e dei bonificatori, che, con il loro durissimo lavoro, hanno nei secoli liberato l'Europa dalle foreste e dalle paludi, e che hanno insegnato alle popolazioni europee, in continua crescita, come lavorare la terra per assicurarsi il pane.