l'Economia Cistercense
Glossario
Home L'Architettura Cistercense Le Comunità Cistercensi Miniature, Gregoriano, Medicina L'Ordine Cistercense








Organizzazione e Costituzione
Attività produttive
Abbazie Cistercensi
Carte Topografiche dei Monasteri
L'impressionante primato a livello agricolo, raggiunto dai Cistercensi del XII secolo, non fu il risultato di nuove tecniche rivoluzionarie o di principi economici, ma era, in gran parte, un effetto secondario dell'organizzazione e delle aspirazioni spirituali dell'Ordine.
La dedizione dei monaci al loro ideale di povertà e la loro decisione di vivere in una totale separazione dal mondo, liberi da qualsiasi coinvolgimento negli affari secolari o feudali, li costrinse a rinunziare alle fonti abituali delle entrate ecclesiastiche ("le chiese, i redditi d'altare, le tasse per iservizi funebri, le decime o le vettovaglie procurate dal lavoro di altri, dai villagi, dai servi, dalle imposte sulle terre, entrate da forni e da mulini e da altre cose simili, contrarie all'essenzialità monastica, sono escluse dalle norme sia della vita religiosa che dell'Ordine") e a ricercare "deserti" remoti e incolti dove gli unici mezzi di sussistenza erano costituiti, necessariamente, dal lavoro manuale degli stessi monaci con la bonifica delle terre di cui disponevano. Infatti, in un'epoca di relativa sovrappopolazione rurale, non avevano altra scelta che di accettare qualsiasi terra fosse ancora disponibile, o che i loro benefattori fossero disposti a concedere.
I luoghi dove venivano fondate la maggior parte delle nuove abbazie non erano necessariamente "zone di orrore e vasta solitudine"; ma si trattava certamente di aree poco invitanti, situate al di là dei confini delle terre feudali, campi di cui nessun altro si preoccupava di far fruttare.
L'economia generale dell'epoca si trovava in una fase di transizione: l'economia curtense, sostanzialmente autarchica, cioè basata sulla produzione locale dei prodotti agricoli e artigianali si trovava nel suo periodo finale; in questo contesto cominciava a prendere piede un'economia totalmente diversa, caratterizzata dal commercio e dalle prime, embrionali, attività industriali; perde valore il baratto e iniziano l'attività le banche e la circolazione della moneta.
Il successo dei monaci, spesso spettacolare, può essere spiegato in base a tre fattori fondamentali:
  • l'accumulazione di vaste distese di terra: per compensare la qualità scadente, i nobili abbondavano in quantità nelle donazioni ai religiosi e, dopo eseguite le bonifiche, ad esempio dei terreni paludosi, le rese erano molto alte e il sovrappiù poteva essere venduto;
  • l'impiego di un gran numero di fratelli conversi, affluiti in massa nei monasteri;
  • una pianificazione razionale e un'amministrazione efficiente.
Gli inizi di tutte le fondazioni erano inevitabilmente difficili, ma in genere l'afflusso delle donazioni andava di pari passo con la crescita delle comunità, mentre l'immunità dai tributi ecclesiastici e dalle tasse regali proteggevano i monaci da pagamenti gravosi. I Cistercensi non accettavano fonti di reddito né feudali né ecclesiastiche, e, se ciò aveva reso indispensabile il lavoro manuale, in compenso portò un notevole vantaggio: sembrò giusto che non fossero tenuti a pagare decime o altri contributi analoghi.