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La realizzazione innovativa più sapiente ed efficace dell'Ordine cistercense è consistita, certamente, nell'aver saputo regolarizzare i rapporti tra le abbazie senza ricorrere all'accentramento di Cluny ed evitando, nello stesso tempo, l'assoluto isolamento che condannava tanti monasteri ad un inesorabile declino.
Con la compenetrazione del concetto di famiglia, proprio del monastero benedettino, presieduta e diretta dall'abbas (il padre), con quello di chiesa locale, mutuato con profonda intuizione dal Nuovo Testamento, quale componente geograficamente distinta dell'unica Chiesa universale, il nuovo Ordine stilò la prima Carta costituzionale europea di democrazia a partecipazione diretta di tutti gli abati, con la denominazione programmatica di Charta Charitatis, la Carta di carità, per mettere in rilievo il primato assoluto della fraternità nelle relazioni tra i monasteri.
La Carta di carità è un originalissimo organismo giuridico escogitato con l'intento di salvaguardare l'autonomia delle singole abbazie e di assicurare l'unità dell'Ordine e l'uniformità della vita monastica. La cura animarum riservata all'abate-padre ed esercitata nella visita regolare annuale all'abbazia-figlia, creava un legame a catena di naturale dipendenza nelle filiazioni che facevano capo a Cîteaux, a La Ferté, a Pontigny, a Clairvaux e a Morimond. Esse formavano le cinque ramificazioni le quali trovavano la loro piena rappresentatività nell'obbligo della partecipazione annuale dei rispettivi abati al Capitolo generale di Cîteaux.
Antica Cartina delle Abbazie Cistercensi









I due pilastri dell'organizzazione dell'Ordine erano la visita annuale dell'abate-padre alla casa-figlia, che stringeva in un legame a tela di ragno tutte le abbazie, e l'obbligo di partecipazione per tutti gli abati al Capitolo generale annuale, organo supremo inappellabile che le rappresentava, ne tutelava l'autonomia, le dirigeva, ne valutava e giudicava le responsabilità penali.
Nella seconda metà del XIV secolo l'organizzazione cistercense si incrinò. L'Ordine risentì del clima generale di progressiva laicizzazione, di esasperato nazionalismo, di tendenza all'accentramento politico che mirava ad eliminare ogni tipo di interferenza, di autonomia, di libertà, di esenzione; soffriva il peso della sua stessa universalità in un'Europa ormai politicamente e idealmente frantumata. Al declino progressivo ed inarrestabile del Capitolo generale di Cîteaux faceva riscontro l'affermazione emergente delle riunioni nazionali e regionali.
Il '400 segnò per i monasteri il momento più acuto della crisi e l'inizio della rinascita. Le antiche abbazie benedettine, dietro l'esempio degli Ordini monastici di recente istituzione, capirono che era necessario unire le forze e formare federazioni monastiche per evitare ingerenze esterne e, soprattutto, la Commenda che corrodeva, spirituahnente ed economicamente, le abbazie.
All'inizio del '400 anche le abbazie cistercensi, logorate da fattori politici e sociali, in gravi difficoltà di amministrazione e, per questo motivo, quasi tutte soggette a Commenda, si inserirono in questo rinnovamento, dando origine alle Congregazioni monastiche. Il movimento di aggregazione, prima avversato dal Capitolo generale, poi tollerato e, talvolta favorito, rivendicava, senza rinunciare ai due cardini giuridici tradizionali, una certa autonomia nell'impostazione interna alle singole Congregazioni, diversa secondo fattori di luoghi e di cultura. Le Congregazioni, infatti, erano governate con Costituzioni proprie approvate dalla santa Sede senza, tuttavia, essere avulse dall'Ordine perché riconoscevano l'autorità, almeno morale, del Capitolo generale e dell'abate generale dell'Ordine.
Nel corso dei secoli alcune Congregazioni sono scomparse, vittime di rivolgimenti politici, mentre altre ne sono sorte. Attualmente l'Ordine cistercense è formato dall'unione di dodici Congregazioni ed è regolato dal Capitolo generale - composto dai rappresentanti delle singole Congregazioni - che ha una potestà legislativa di carattere orientativo e costituisce il supremo grado di appello.
La potestà suprema delle singole Congegazioni risiede nel proprio Capitolo generale ed è esercitata, in via ordinaria, da un superiore chiamato, secondo luoghi e tempi diversi, riformatore, visitatore, vicario generale e, più spesso, abate preside, il quale presiede i Capitoli ed effettua, ordinariamente, le visite ai monasteri congregati.
I singoli monasteri sono sottoposti, secondo l'antico principio dell'Ordine, alla visita dell'abbazia-madre che, a sua volta, è sottoposta alla visita dell'abate generale.








Immagine di un Capitolo Generale
Immagine da un Capitolo Generale dell'Ordine tenutosi a Casamari





Storia dell'Ordine
I Fondatori
La Regola di San Benedetto
La Spiritualità Cistercense

vedi anche:

Monastero di Casamari